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 ANTEPRIMA  "i temi della diversità e dell'accettazione in un film parecchio interessante"

 

 

All'inzio vediamo questo uomo deforme, timido, goffo, impacciato, che lui per prirmo è ancora riuscito a convivere con la propria situazone. Questi conosce una vicina di casa giunta nello stabile che abita da poco e scopre che questa ha vocazioni da drammaturgo: la sua figura la stimola nella creatività. Allo stesso tempo lui sta seguendo una cura rivoluzionaria che potrebbe risolvere il suo problema. Come sarà l'uomo nuovo..? Ora, immaginate di vedere un  ELEPHANT MAN  dal vivo. "A Different Man" che forse, più o meno volontariamente, lo cita sin dal titolo stesso, è un film strambo, che parla di diversità e aiuta ad affrontarla in maniera molto ma molto intelligente. Ad un certo punto imbocca una strada che parrebbe condivisa con quella del celebratisssimo  THE SUBSTANCE  che però gli è seguente. La trovata a suo modo geniale, è che all'inizio, nella sezione della pellicola che potremmo definire di "genere drammatico", assistiamo ad una "finzione", che ci turba nel profondo se realizziamo come nel cast vi entri quell'Adam Pearson, uomo di spettacolo realmente affetto da una deformazione dovuta ad una malattia genetica (degenerazione cellulare, con produzione di tumori non maligni: qualcosa di molto simile a quella del "John Merrick" del Capolavoro del compianto David Lynch). Tutta questa parte, dove tra l'altro un dialogo parla "dell'etica" che vorrebbe l'utilizzo di persone malate o tanto "particolari" per lucro, restiamo fortemente destabilizzati. Quando poi ci si svelerà "il trucco" (non dico altro, in momento cronenberghiano) quando comparirà effettivamente il "vero" Pearson (il personaggio di "Oswald") allora non proveremo alcuna comparssione, tale da sembrarci un attore come gli altri. Non è una cosa da poco, che qui riesce alla perfezione. La deriva grottesca suonerà proprio come uno sberleffo rivolto a noi. Notevole anche la partitura musicale, opera di Umberto Smerilli. Messinscena seventies e sempre convincete Sebastian Stan che ha Berlino ha vinto l'Orso. In ruolo minore Michael Shannon nel ruolo di sè medesimo. [FB]

 

[ID] DI A. SCHIMBERG, CON S. STAN, A. PEARSON, R. H. REINSVEEN, GROTTESCO, USA, 2024, 102', 2.40:1

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