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I VITELLONI
UN GIORNO IN PRETURA
LE AVVENTURE DI PETER PAN
IO CONFESSO
DA QUI ALL'ETERNITà
VIAGGIO IN ITALIA
AMORE IN CITTà


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COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"appassionante noir su una dark lady che dark lady non è"

 

 

Un pittore dongiovanni che aveva ottenuto il telefono da una centralinista chiama e trova invece l'amica, scaricata da pochi minuti dal fidanzato ancora non rientrato dalla Corea. Si danno appuntamento al "Gardenia Blu": locale dove i due ci danno dentro tra cocktail e cicchetti. Complici gli additivi, la serata capitola in modo imprevedibile. Scappatoci il morto, un giornalista pubblica una lettera aperta sul suo giornale, invitando "Gardenia Blu" a farsi sentire, cercando un contatto, se possibile: all'oscuro della polizia... I dialoghi recitano: "addio!" usato come "bentrovato", e "giuocare" invece che "giocare". Non certo l'unico elemento datato di un film che dimostra tutti gli anni che ha, ma che rivela: una regia ben salda, un ritmo davvero agile e una sceneggiatura coinvolgente. In "Gardenia Blu", Fritz Lang, già da anni transfuga dalla Germania natia e di stanza negli USA, parrebbe percorrere le orme di un Hitchcock, ma in realtà anticipa addirittura certe situazioni dello  ZODIAC  fincheriano: bel thriller poliziesco che giustamente si rifà a stilemi propri del genere noir. Qui, più che la dark lady -che dark lady decisamente non è- (nonostante indossi giacca e scarpe di antipole nere) è fondante per confutare la tesi appena esposta: non solo il trauma che lega qualunque immagine che ricordi anche solo gli specchi rotti all'omicidio, altrimenti inizialmente rimosso (del resto l'ultimo ricordo che conserva nella mente è l'espressione di terrore della vittima inquadrata in uno specchio rotto) ma anche la scarpa dimenticata (come Cenerentola) sul luogo dell'omicidio e un colpo di scena [EVIDENZIA LO SPOILER] che rivela la sostituzione del disco sul grammofono (Wagner al posto di quel Nat King Cole che troviamo in carne ed ossa nel locale, ghirlanda di fiori al collo, a interpretare la canzone che da il titolo alla pellicola) che mette il protagonista (e lo spettatore) sulla buona strada. [FB]

 

[BLUE GARDENIA] DI F. LANG, CON A. BAXTER, R. CONTE. A. SOTHERN, NOIR/GIALLO, USA, 1953, 85', 1.33:1